Galeotta fu S.Marinella...ma ci è voluto un po' di tempo...
...E non potevamo evitare di creare un angolino virtuale per l'occasione, con un duplice scopo: da un lato ci consentirà di comunicare tutte le informazioni sull'organizzazione, dall'altro queste pagine restano a disposizione per scrivere una frase, un pensiero, una battuta, un commento, un augurio o qualunque cosa vogliate...Sarà per noi un dolce ricordo di questo momento importante della nostra vita.
martedì 29 marzo 2011
mercoledì 16 marzo 2011
Amare una persona è…
Averla senza possederla.
Dare il meglio di sé
senza pensare di ricevere.
Voler stare spesso con lei,
ma senza essere mossi dal bisogno
di alleviare la propria solitudine.
Temere di perderla,
ma senza essere gelosi.
Aver bisogno di lei,
ma senza dipendere.
Aiutarla, ma senza aspettarsi gratitudine.
Essere legati a lei,
pur essendo liberi.
Essere un tutt’uno con lei,
pur essendo se stessi.
Ma per riuscire in tutto ciò,
la cosa più importante da fare è…
accettarla così com’è,
senza pretendere che sia come si vorrebbe.
Omar Falworth
martedì 15 marzo 2011
lunedì 7 marzo 2011
Oggi su "Il sole 24 ore"
Psicologia del matrimonio:
gli innamorati non vedono i difetti
Non importa come sia veramente il carattere dell’uomo o della donna della vostra vita, l’importante è che lo vediate meglio di quanto sia in realtà. La ricetta per un matrimonio perfetto e duraturo sembra essere, infatti, nell’esaltazione a occhi chiusi dei pregi del partner: più sono idealizzati più il rapporto funzionerà. Parola di Sandra Murray dell’Università di Buffalo, autrice di uno studio pubblicato su Psychological Science che ha voluto ricercare il segreto delle nozze perfette. E per farlo ha studiato 193 coppie di sposi quando sono convolati a nozze e poi ad intervalli di sei mesi nei primi tre anni di convivenza. Murray ha chiesto ai partecipanti quali fosse il giudizi sulla propria metà scoprendo che i soggetti che all’inizio del matrimonio “idealizzavano” le virtù del partner - non era necessario che fossero vera, bastava che fossero presunte - vivevano la vita di coppia con più soddisfazione e felicità rispetto ai più “realistici” che evidenziavano anche i lati negativi.
“Le persone sono molto brave a cambiare le loro definizioni in modo che corrispondano a come vogliono vedere se stessi o come vogliono vedere gli altri", afferma Murray. Le “cavie” dovevano descrivere i propri partner con caratteristiche positive (gentile, divertente, comprensivo, caloroso) O negative (immaturo, pigro, critici, lunatico, distante). Questo ha permesso ai ricercatori si stilare un identikit del compagno ideale. In una seconda fase hanno misurato i benefici del rapporto in termini di autostima, attaccamento o nevrosi reciproche
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